Domenico Pampinella è un giovane regista palermitano. Lo intervistiamo per raccontare il suo percorso creativo tra spot pubblicitari e cortometraggi personali

Come ti sei avvicinato al mondo del cinema?
In maniera totalmente casuale. Partendo da esperienze da stand up comedy, totalmente fuori da ogni contesto di questo mondo e da lì ho capito.
Cosa rappresenta per te il cinema nel tuo percorso?
In una parola potrei dire l’amore più grande della mia vita
Quali sono i registi o le opere cinematografiche che ti hanno influenzato maggiormente?
I registi Steven Spielberg, Tarantino, Woody Allen e Giuseppe Tornatore. Come opere “Nuovo Cinema Paradiso”, “MatchPoint”, “Bastardi senza gloria”, “E.T.”
Quali sono i tuoi lavori e qual è stato il film che ti è piaciuto dirigere di più?
Il mio primissimo lavoro è stato “Attimi”, una serie di spot pubblicitari e fino all’ultimo cortometraggio “Polaroid”
Come descriveresti il tuo stile in poche parole?
Alquanto realistico.
“Si deve parlare delle nostre bellezze” – Domenico Pampinella
Hai detto che l’ultimo tuo lavoro è stato “Polaroid: nel tempo di un ricordo”, ma com’è nata l’idea?
Da esperienze personali. Nata principalmente anni fa, era una sofferenza e da quella ho scritto quella storia.
E c’è stato qualcosa che ti ha fatto dire “basta, lo devo realizzare”?
No, secondo me, non c’è un tempo per realizzare le cose.
Ci vuoi dire di che cosa parla?
Di due ex che si ritrovano dopo anni con il pretesto di un caffe e di una polaroid che lei ha conservato e tornano a galla molti ricordi con la speranza che magari possa riaffiorare qualcosa
Come hai scelto gli attori protagonisti e non protagonisti?
Già mentre scrivo ho chiaro almeno la fisionomia del personaggio quindi li scelgo in maniera quasi inconscia perché mentre scrivi già sulla base delle tue conoscenze e sulla base dell’immaginazione del personaggio che stai descrivendo cerchi un attimo di affibbiare delle facce. Quelli non protagonisti servono da contorno e da aiuto agli attori protagonisti



Qual è stato l’aspetto più complesso durante la produzione e come lo hai gestito?
Sono stati due. Uno in preproduzione, quello di affiancarsi ad una squadra di ragazzi che non avevano idea completamente di cosa fosse un set. Quindi cercare di dare più informazioni possibili prima di arrivare sul set. Il secondo problema è stato durante le riprese, in cui in una delle giornate abbiamo dovuto staccare le riprese per poi ritornare nella stessa location
C’è stato un aneddoto del set di Polaroid che ricordi con particolare affetto?
Si, c’è stato un atteggiamento che hanno fatto i protagonisti che io avevo vissuto ma che non avevo comunicato agli altri, non so come ma lo hanno replicato senza che lo sapessero.
Cosa pensi del panorama cinematografico siciliano attuale?
Che finalmente sta cambiando e questo fa ben sperare
E invece c’è un tema sociale o culturale prettamente siciliano che dovrebbe essere affrontato di più nel cinema?
Si, Si deve parlare delle nostre bellezze.
Hai consigli per chi si vuole approcciare al mondo della regia qui in sicilia?
Se avete un minimo di tenacia allora si, potete andare avanti.
Chi è?
Domenico Pampinella è il regista di Attimi, una serie di spot pubblicitari, e di Polaroid, cortometraggio ispirato a una sua esperienza personale. Attualmente è studente presso l’Università degli Studi di Palermo, iscritto alla facoltà DAMS.


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