Dal web al Cinema: i Sansoni e la sfida del grande schermo con “E poi si vede”
Passare dallo schermo verticale di uno smartphone alla vastità della sala cinematografica è, ad oggi, la sfida più complessa per qualsiasi content creator. Con il loro film di debutto, E poi si vede, Fabrizio e Federico – in arte I Sansoni – provano a compiere questo difficile salto: uscire dalla logica stringente dello sketch virale per costruire una narrazione di lungo respiro.
Ma com’è andato questo esordio? Abbiamo analizzato il film per capire se è nato un nuovo cinema comico siciliano.
La guerra per l’agognato posto fisso
La trama ruota attorno a tre figure emblematiche: Federico, Fabrizio e Luca. Più che semplici personaggi, rappresentano tre facce della stessa medaglia generazionale. Troviamo l’avvocato brillante costretto a sfrecciare nel traffico come rider pur di sopravvivere, il laureato svogliato in perenne attesa della “spintarella” paterna, e il ragazzo privilegiato a cui tutto è sempre stato dovuto.
Il pretesto narrativo che fa collidere i loro mondi è l’obiettivo per eccellenza: vincere il concorso comunale. Questa premessa si trasforma ben presto in una spietata guerra tra ricchi e poveri, tra chi trascorre le notti sui libri e chi, semplicemente, “conosce qualcuno”. E poi si vede sfrutta le dinamiche della commedia degli equivoci per raccontare un dramma attualissimo: l’eterna e amara ricerca della stabilità economica e sociale. Il concorso diventa così un vero e proprio campo di battaglia. Chi riuscirà a conquistare il tanto desiderato Posto Fisso?
Un’eredità pesante da raccogliere
Quando si parla di comicità in Sicilia, si parla di una forma d’arte codificata nei decenni. Da icone indiscusse come Franco e Ciccio, fino all’ironia teatrale e televisiva di Ficarra e Picone, la formula del “Duo Comico” sull’isola è quasi sacra.
I Sansoni si trovano a raccogliere questa eredità monumentale, ma portando sulle spalle una sfida ulteriore: quella di tradurre il linguaggio frenetico, spesso frammentato e iper-citazionista della Generazione Z, per un pubblico cinematografico. È un tentativo di aggiornare un format classico con le ansie e i ritmi dell’era digitale.
Ritmo del Web vs Tempi Comici
Il nodo cruciale per chiunque tenti questa transizione riguarda il fattore tempo. Sul web, un creator ha letteralmente tre secondi per catturare l’utente prima che passi oltre. Il linguaggio è sincopato, i tagli sono netti. Il Cinema, al contrario, richiede l’esatto opposto: respira di attese, di silenzi calcolati, di costruzione della scena.
La vera trappola per chi viene da YouTube o TikTok è quella di creare un “film-frankenstein“, ovvero un lungometraggio che sembra solo una compilation di sketch. La prova di maturità per il duo palermitano risiedeva proprio qui: riuscire a reggere la scena quando la battuta a effetto si esaurisce. Il film doveva lasciare spazio all’evoluzione psicologica dei personaggi, supportati da una regia che non fosse una semplice inquadratura fissa funzionale alla gag, ma un vero strumento al servizio della storia.
Una scommessa vinta (con un cast d’eccezione)
Portare i ritmi del web al cinema era un rischio, ma i Sansoni lo hanno superato. E poi si vede dimostra che dietro i video virali c’è una solida base di capacità attoriale e, soprattutto, una chimica di coppia che funziona perfettamente anche su uno schermo di quindici metri.
Ad arricchire l’operazione c’è un cast che mescola sapientemente icone del cinema siciliano e nuovi talenti. La presenza di attrici del calibro di Lucia Sardo, Ester Pantano e Donatella Finocchiaro dona spessore alla pellicola, incorniciando anche l’ottima scoperta del giovane Alessio Rubino.
Quella dei Sansoni non è solo una commedia brillante: è il ritratto fresco, disincantato ma autentico di una generazione in perenne ricerca del proprio posto nel mondo. Un esordio che rinnova la prestigiosa tradizione siciliana utilizzando un linguaggio squisitamente contemporaneo, e che ci fa ben sperare: il futuro della nostra commedia è in buone mani.
E voi, cosa ne pensate del debutto dei Sansoni sul grande schermo? Il passaggio dal web al cinema vi ha convinto? Ditecelo nei commenti!